GAS le GIARE

Acqua bene comune – GASiamoci per l’acqua

16 marzo 2011
by Cristian Veronesi

Come avrete notato dal logo che compare in home page, il nostro GAS da qualche giorno sostiene ufficialmente il referendum sull’acqua pubblica.

La decisione è stata presa all’unanimità nel Consiglio Direttivo del 2 marzo e credo che sia perfettamente in linea con lo spirito della nostra associazione, da sempre impegnata nella difesa dell’ambiente e dei beni comuni.

Che cosa significa in concreto sostenere questo referendum?

In primo luogo significa sostegno economico, in quanto abbiamo deciso di donare al comitato referendario il 10% delle entrate dei rinnovi tessera 2011.

E’ importante ricordare che questo referendum è nato dal basso, dalle associazioni, dai movimenti, quindi sono necessari fondi per sostenere la campagna referendaria, che è praticamente già iniziata e si preannuncia lunga e difficile.
Da una parte infatti abbiamo un movimento di cittadini, basato principalmente sul volontariato, con pochi fondi a disposizione e privo di grandi sponsorizzazioni politiche e non.
Dall’altro abbiamo le grandi multinazionali dell’acqua, una potente lobby che aspetta impaziente il dicembre 2011, data in cui cesseranno di esistere le ultime società a totale capitale pubblico, per spartirsi la grande torta della gestione del servizio idrico, realizzando così enormi profitti sulla pelle dei cittadini.
La strategia dei predatori dell’acqua è chiara fin da subito, ed è la stessa che si è dimostrata vincente negli ultimi referendum. Non siamo più negli anni Settanta, dove tutto il paese si divideva tra “Sì” e “No” e a votare andava l’80% delle persone. Oggi, negli anni Dieci del Duemila, chi non vuole il referendum non si schiera apertamente per il “No”, ma fa il possibile perchè sull’evento scenda una coltre di silenzio, in modo che la gente non vada a votare e così non si raggiunga il quorum, vanificando gli sforzi di migliaia di persone e buttando al vento denaro pubblico.

La scelta della data, non ancora confermata ma molto probabile, del 12 giugno rientra perfettamente in questa logica: con le scuole chiuse, la stagione balneare già iniziata e i media che sicuramente parleranno d’altro, raggiungere il quorum coi pochi mezzi a disposizione sarà sicuramente un’impresa ardua.

Ardua ma non impossibile. Ho partecipato a un banchetto di raccolta firme in un freddo e piovoso sabato mattina di quasi un anno fa. Ero preparato al peggio, mi aspettavo pochi passanti frettolosi tirare dritto con un sorriso stampato sul volto, qualcuno più sensibile degli altri prendere un volantino promettendo che ci avrebbe pensato su. Non avrei mai pensato di vedere la gente fare la fila per firmare. Le persone arrivavano decise, rifiutavano il volantino – tutti sapevano già tutto – e si mettevano pazientemente in fila. Hanno firmato il sindaco, mezza giunta, tanti anziani, giovani, mamme. Non ho mai visto tante carte d’identità in vita mia: chi era nato a Cuneo, chi ad Avellino, chi prima della guerra, chi dopo i mondiali dell’ottantadue. Hanno firmato tutti, sicuri, convinti, sopportando pazientemente le lunghe attese. Questo piccolo miracolo si è ripetuto in tante piazze del nostro paese, tant’è che alla fine di firme se ne sono raccolte un milione e mezzo, il triplo del necessario.
Se non vogliamo che questo sforzo sia stato inutile dobbiamo fare di tutto affinchè questo piccolo miracolo si ripeta, facendo in modo che il maggior numero possibile di persone vada a votare.

E qui torniamo alla domanda iniziale, sulle modalità di sostegno al referendum: oltre alla raccolta di fondi bisogna fare un grosso lavoro di informazione, spiegare alla gente che questa volta non può astenersi ma deve prendere una importante decisione. Ognuno di noi deve riflettere con la propria testa e scegliere se l’acqua debba essere considerata una merce come le altre, e quindi debba venire affidata al mercato, oppure se sia qualcosa di diverso, un bene comune, sul quale non si possa speculare per trarne profitto.

In questo credo che la nostra associazione possa e debba fare la propria parte, innanzitutto discutendo il più possibile al suo interno, ma anche agendo sui territori, promuovendo incontri e iniziative e muovendosi su tutti i piani possibili.

Col ciclo “Mangia come Parli” abbiamo scoperto che in fondo basta poco per fare cose belle e importanti: basta crederci.

Questa volta la posta in gioco è molto più alta: “se perdiamo l’acqua, è finita. Sull’acqua ci giochiamo tutto” (Alex Zanotelli)

Informazioni sul referendum

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