GAS le GIARE

Il caldo torrido non ha scoraggiato un gruppo di avventurosi gasisti, provenienti soprattutto dalla Bassa, che speravano di trovare un po’ di fresco nelle verdi colline tra Vezzano, Pecorile e Banzola.

I Nostri, purtroppo, non hanno incontrato il fresco, ma tre bellissime realtà, veri fiori all’occhiello del nostro Appennino: l’azienda agricola Ferrari-Goldoni, l’EcoParco di Vezzano e l’azienda agricola Bigi.

Davvero splendida l’accoglienza mattutina di Giuliana Ferrari e della sua famiglia, schierata quasi al gran completo. Dopo averci offerto un ricco spuntino, Giuliana ci ha fatto visitare l’azienda ripercorrendo al contrario la filiera di produzione: prima il laboratorio di confezionamento con la pastorizzatrice, poi la sala di mungitura, successivamente la stalla e infine ci ha indicato le colline tutte intorno dove, tra terreni di proprietà e in affitto, l’azienda dispone di 200 ettari di terreno biologico che rendono l’azienda del tutto autosufficiente dal punto di vista dell’alimentazione degli animali.

L’azienda è autosufficiente anche dal punto di vista energetico, grazie a una bella “spianata” di pannelli solari.

Con passione e competenza Giuliana ci ha illustrato minuziosamente le attività quotidiane sue e della sua famiglia, trovando anche spazio per la poesia, come quando ci ha invitato ad ascoltare il cinguettìo delle rondini che nidificano nella stalla, evidente segno della salubrità della medesima.

Giuliana ci ha ripetuto più volte la mission dell’azienda: fare in modo che la gente abbia la possibilità di assaggiare il vero sapore del latte, che i prodotti industriali che si trovano nei supermercati ci hanno fatto dimenticare.

L’azienda produce anche Parmigiano-Reggiano che, grazie alla recente certificazione del caseificio, potrà fregiarsi anch’esso dell’ambito marchio UE.

Dopo una rinfrescante macedonia con lo yogurt, abbiamo salutato Giuliana e la sua famiglia e ci siamo diretti all’EcoParco per un pic-nic in compagnia.

L’EcoParco era affollato di gitanti ma siamo comunque riusciti a ritagliarci uno spazio per pranzare e rilassarci, mentre gli infaticabili bambini hanno giocato in completa libertà, prediligendo soprattutto gli spazi al sole, incuranti degli inviti delle mamme di spostarsi all’ombra. Davvero preziosa la presenza del BioBar che offre “alle masse” prodotti provenienti dal mondo dei GAS e del commercio Equo Solidale, serviti in tazze, bicchieri, stoviglie e posate completamente compostabili.

Dopo il relax sono ricominciate le attività: un piccolo gruppo è partito alla volta di Banzola per una visita all’azienda Bigi, mentre i bambini hanno partecipato a un laboratorio di costruzione di una casetta per gli uccellini.

A Banzola ci hanno accolto Umberto Bigi e l’infaticabile moglie. Anche qui abbiamo percorso la filiera al contrario: abbiamo cominciato dalla sala di macellazione, poi siamo passati alle celle frigorifere, dove le mezzene sostano per parecchi giorni in modo che la carne diventi più tenera, e infine abbiamo visitato il laboratorio di sezionamento dove le mezzene vengono “smontate” per diventare bistecche, arrosti e tanti altri gustosissimi tagli. 

Accompagnati da Umberto e dai suoi due simpatici cani, abbiamo poi visitato le stalle e visto i vari gruppi di animali. C’erano diversi vitelli insieme alle loro mamme e due splendidi tori. Abbiamo anche visto un gruppo di animali correre tumultuosamente verso il pascolo, per poi tornare quasi subito sui loro passi, evidentemente scoraggiati dal caldo che continuava ad essere soffocante nonostante l’ora ormai tarda.

L’azienda è rigorosamente a ciclo chiuso: nessun animale viene mai acquistato dall’esterno, e per questo motivo l’azienda non viene sottoposta alle vaccinazioni di routine. I vitelli vengono selezionati per la riproduzione o per l’ingrasso a seconda del punteggio. A differenza di altre aziende, qui sono gli animali migliori ad essere avviati alla riproduzione, in modo da migliorare costantemente la genetica. Le vacche arrivano a fare 9-10 parti prima di essere anch’esse avviate alla macellazione per produrre carne di bovino adulto, che viene venduta sfusa, a differenza di quella di vitellone che viene venduta solo nei pacchi famiglia. I famosi salami di chianina di Bigi sono prodotti con carne di bovino adulto e un 20% di pancetta di suino che serve per legare l’impasto.

Il benessere animale è completo fino all’ultimo giorno di vita degli animali: il fatto che il macello sia all’interno dell’azienda e non in un luogo lontano raggiungibile mediante camion fa sì che l’animale non venga sconvolto o spaventato, e questo si ripercuote anche sulla qualità della carne.

La mission dell’azienda Bigi, secondo Umberto, è quella di produrre carne sana. Anche qui, come da Ferrari, abbiamo percepito una critica nei confronti della grande distribuzione, che vende carne estera a prezzi stracciati confinando proposte come quelle di Bigi a un mercato di nicchia. Poi la discussione si è spostata sulla politica, ma è stata interrotta dall’arrivo di una famiglia che voleva anch’essa visitare l’azienda.

Dopodichè gli 8 gasisti hanno salutato Umberto, la moglie e i loro cani e sono tornati da Ferrari che nel frattempo aveva preparato l’ordine settimanale del sottogruppo Campagnola/Novellara, giusto in tempo per assistere alla mungitura. Poi di nuovo all’EcoParco per recuperare i bambini e le splendide casette per gli uccellini da loro realizzate e infine via, verso la pianura, accaldati ma arricchiti da tutte queste meravigliose esperienze.

Un grosso grazie alla famiglia Ferrari-Goldoni, alla famiglia Bigi, a tutto lo staff dell’EcoParco e del BioBar e a tutti i gasisti presenti!

 

Altre foto sono disponibili nella photoGASllery

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