GAS le GIARE

… ma raccontiamo a chi non l’ha trovato l’esperienza del mercatino temporaneo di abbigliamento e calzature equi e sostenibili.

chi è curioso di capire meglio il particolare volantino, può leggere qui: http://ecopiteco.wordpress.com/2011/04/20/missione-non-impossibile/

Dopo alcune settimane di organizzazione, insieme ad altri GAS reggiani (Iqbal Masih, Setaccio e Grillireggiani) e grazie all’ospitalità della Casa Bettola (casa cantoniera autogestita di Via Martiri della Bettola a Reggio Emilia), il pomeriggio di giovedì 7 aprile abbiamo cominciato l’allestimento delle varie sezioni del negozio, mentre alcuni gasisti distribuivano o ritiravano arance e verdure, qualcuno dava un tocco personale a base di vino all’intonacatura della casa, i rappresentanti Astorflex scaricavano una serie infinita di scatoloni pieni di scarpe … così tanti che si sono dovuti sistemare nel cortile, all’esterno, invece che nel salone.

Ancora prima che finissimo di ordinare i prodotti in esposizione, c’era già chi chiedeva di provarli!! E nelle ore successive l’afflusso di persone è continuato sempre più intenso fino a quando si è fatto buio. Non ci aspettavamo davvero che tanta gente visitasse il negozio, soprattutto per acquistare le scarpe.

Infatti l’iniziativa è stata organizzata con l’obiettivo principale di far conoscere i prodotti (realizzati con criteri diversi dalla maggior parte di quelli sul mercato) e i relativi produttori, per aumentare la nostra consapevolezza e conoscenza di questo tipo di filiera. Oltre alle scarpe Astorflex, erano esposti capi di abbigliamento Equixeden in cotone biologico e bamboo e i prototipi della linea tessile INvestiRE che abbiamo presentato qualche giorno fa in un articolo dedicato del blog.

Inoltre il programma prevedeva, alle 21, un incontro di presentazione di Astorflex con eventuale dibattito, al quale alla fine hanno partecipato poche persone, purtroppo :-(

Questo è il racconto di Teresa, una dei pochi presenti all’incontro:

“L’impressione che ho avuto dall’incontro con Astroflex è stata di nuovo positiva. A parte alcuni commenti di Gigi (Perinello, rappresentante Astorflex e relatore – n.d.e.) su conquiste sociali tipo l’aborto e il divorzio che non condivido, credo che sia molto interessante sentire la storia di un’azienda raccontata così come è stata, nel bene e nel male, sentire come va il mercato, cosa spaccia per qualità mascherandola sotto l’immagine o nomina di una marca. E’ stato impressionante per me sentire  le percentuali in cui viene suddiviso il prezzo che paga il cliente. Molto bella/giusta, la filosofia dell’azienda. Non a caso essa si è rinforzata partendo da una crisi anche grazie l’idea-forza di uno come Gigi che faceva parte di un Gas e che ha creduto in questo sogno aziendale di riuscire a riprendersi iniziando a cambiare mercato. Rivolgendosi all’utenza dei Gas sapeva di condividere dei principi che tante famiglie cercano nel loro piccolo, di vivere insieme meglio, alla faccia delle multinazionali. Astroflex ha attivato una filiera tutta italiana e locale in cui è il senso di responsabilità e di fiducia reciproca a creare l’etica che lo sostiene. Potersi incontrare direttamente e dialogare, fare richieste o critiche non ad un ufficio informazioni ma ad un dirigente dell’azienda la sera significa che il rispetto per l’altro al quale ti riveli onestamente per come sei e non solo per vendere, oggi come oggi, non è frequente.

Mi sono anche rimasti impressi i valori fondamentali che caratterizzano Astorflex:

  • MANODOPERA a contratto indeterminato e nel rispetto dello statuto dei lavoratori
  • ETICHETTA TRASPARENTE nei suoi elementi di formazione del prezzo finale: costo di produzione, costo manodopera, guadagno azienda, costo distribuzione (circa 10%)
  • VALORE MADE IN ITALY attraverso la completa tracciabilità di tutte le fasi di lavorazione

Mi è piaciuta molto la casa cantoniera e la sua storia intrecciata di persone italiane e straniere laiche che si adoperano per un bene comune rimboccandosi le maniche tra le trafile burocratiche e i calcinacci dopo 7 anni di abbandono. Credo, come ha detto Simone (che ha presentato il progetto Casa Bettola – n.d.e.), la casa potrebbe essere disponibile anche per altre serate simili, per ottimizzare queste opportunità di acquisto e formazione tra Gas reggiani.”

Vi invitiamo

  • a guardare il video con la sintesi di ciò che Gigi Perinello ha detto anche a noi e gli altri video sulla produzione Astorflex nel canale Youtube del GAS,
  • a sfogliare alcune immagini dell’iniziativa nella photoGASllery,
  • ad approfondire il progetto Casa Bettola che ci ha ospitato,
  • a lasciare commenti e suggerimenti per una prossima esperienza.


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